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notizia inserita il 15/11/2018
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Brexit, dal governo britannico sì all'intesa. Si dimettono il ministro Raab e il sottosegretario per l'Irlanda del Nord
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di ansa
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La premier May: 'Non è stato facile, ma è la scelta migliore del governo nel nostro interesse nazionale'
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Sulla Brexit "è un momento molto importante. L'accordo concordato è giusto ed equilibrato, assicura le frontiere dell'Irlanda e getta le basi per un'ambiziosa relazione futura. Ma abbiamo ancora una lunga strada davanti, con un lavoro intenso da fare, e non c'è tempo da perdere". Così il capo negoziatore dell'Unione Michel Barnier in una dichiarazione alla stampa questa mattina col presidente del Consiglio europeo Donald Tusk commentanto l'accordo raggiunto con Londra. Ma, a poche ore dal via libera all'intesa, arrivano le dimissioni del ministro per la Brexit Raab e del sottosegretario britannico per l'Irlanda del Nord, Shailesh Vara, annunciate quest'ultimo via Twitter. La sterlina è in caduta libera dopo le dimissioni di Raab.

Raab, figura chiave nell'ultima fase dei negoziati e 'brexiteer' convinto, afferma di non poter "sostenere in buona coscienza i termini dell'accordo con l'Ue proposto". Nella sua lettera di dimissioni indirizzate alla premier Theresa May afferma di "comprendere" i motivi per i quali il governo abbia deciso a maggioranza di sposare la bozza d'intesa e di "rispettare il diverso punto di vista" espresso che ha spinto la premier e "altri colleghi" a dare il via libera al testo "in buona fede". Personalmente, afferma tuttavia di non poter accettare un accordo che a suo dire nella soluzione proposta per l'Irlanda del Nord rappresenta "una minaccia reale all'integrità del Regno Unito", né un meccanismo di "backstop indefinito". Raab - secondo ministro per la Brexit a lasciare in questi mesi dopo David Davis - non chiede le dimissioni di May. Ma il suo forfait significa comunque un colpo duro sia per il governo e per il contesto negoziale, mentre non si escludono ora possibili defezioni di altri ministri Tory dissidenti.

Vara, sottosegretario al dicastero dell'Irlanda del Nord (junior minister nella definizione britannica) è il primo componente del governo di Theresa May a dimettersi per protesta contro l'intesa con Bruxelles. Nella lettera di rinuncia deplora che la bozza sia destinata a lasciare il Regno Unito "a metà del guado" a tempo indeterminato e non dia garanzia definitive che l'Irlanda del Nord non abbia alla fine relazioni con l'Ue più profonde rispetto al resto del Paese. La premier difenderà viceversa l'accordo più tardi di fronte alla Camera dei Comuni, dove è peraltro attesa dal fuoco di fila delle polemiche incrociate da oppositori e sostenitori ultrà della Brexit, sia nei gruppi di opposizioni, sia una parte della sua stessa maggioranza.

Ieri la premier britannica Theresa May aveva annunciatoi che il governo ha deciso "collettivamente" di adottare la bozza d'accordo sulla Brexit definita a Bruxelles. L'annuncio è giunto dopo 5 ore di riunione con i suoi ministri: la May ha precisato che non è stata una decisione "leggera", difendendo il testo come il migliore possibile "nell'interesse nazionale". Secondo May, la bozza consentirà a Londra di "recuperare il controllo", mentre l'alternativa sarebbe stata "tornare alla casella numero 1" e rischiare di non attuare il mandato referendario.

Barnier ha incontrato Tusk questa mattina per informarlo dei "progressi decisivi" fatti sull'accordo di addio. Tusk, da parte sua, ha annunciato che un vertice straordinario sull'accordo è stato convocato per il 25 novembre, alle 9,30 e ha detto di non condividere l'entusiasmo della May sull'accordo raggiunto: "Prendo atto" dell'accordo sulla Brexit "ma non condivido l'entusiasmo di Theresa May. Ho pensato fin dall'inizio che questa sia una situazione 'lose-lose', e che occorresse lavorare per controllare i danni conseguenza di questo divorzio".

Questo apre la strada per la convocazione del vertice Ue a 27 per dare l'ok all'intesa sul ritiro ordinato della Gran Bretagna dall'Ue. Barnier non ha fatto date, ma quella finora ipotizzata dal premier irlandese è per domenica 25 novembre. Barnier, dopo aver visto Tusk, andrà a Strasburgo dove il Parlamento europeo è riunito in plenaria per informarlo degli ultimi sviluppi. È infatti necessario anche l'ok dell'Aula per avallare l'accordo sulla Brexit.

E' "una tappa determinante per concludere questi negoziati", afferma il capo negoziatore Ue Michel Barnier. "Sono stati fatti progressi decisivi" per un "ritiro ordinato" della Gran Bretagna dall'Ue e per gettare le basi per "la relazione futura" tra le due, ha sottolineato Barnier. "Resta molto lavoro da fare, il cammino è ancora lungo e difficile", aggiunge il capo negoziatore Ue.

"Ogni membro del gabinetto che è un autentico Brexiteer deve dimettersi subito o non sarà più attendibile, questo è il peggior accordo della storia", così su Twitter l'europarlamentare euroscettico britannico Nigel Farage.

Circa un terzo dei ministri del governo britannico si è espresso contro la bozza d'intesa, riferisce la Bbc citando fonti secondo le quali fra 9 e 11 componenti del gabinetto hanno manifestato riserve durante la discussione, alcuni con particolare foga come la titolare del Lavoro, Esther McVey. I media non escludono le dimissioni di alcuni di loro, anche se stasera non sono emerse finora intenzioni del genere. Mentre sottolineano come fra i ministri dichiaratamente 'brexiteers' solo Michael Gove, capofila della piattaforma pro Leave nella campagna referendaria del 2016, abbia parlato apertamente a favore della proposta avanzata dalla premier. Fra gli ex ministri degli Esteri, Boris Johnson è tornato da parte sua a denunciare l'accordo come "totalmente inaccettabile per chi tenga alla democrazia". Mentre William Hague, già leader Tory, si è schierato con May avvertendo che silurarne la linea negoziale significherebbe "non avere affatto una Brexit".

L'annuncio di un accordo è ''positivo ma restano numerose difficoltà e il processo della Brexit continuerà ancora per diverso tempo'', afferma l'agenzia di rating Moody's, sottolineando che l'annuncio dell'intesa è un ''passo positivo, ma è ben lontano dal mettere fine al processo'' della Brexit. ''Gli sviluppi al Parlamento britannico saranno decisivi'': se non sosterrà l'accordo e ''in assenza di ulteriori sviluppi, l'Ue e la Gran Bretagna si avvieranno verso una Brexit no deal per default''.
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