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notizia inserita il 17/04/2018
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Siria, fonti militari smentiscono attacco annunciato dalla tv
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di ansa
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Casa Bianca: Trump vuole ancora vedere Putin, ma dipenderà da ciò che farà
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La tv di Stato siriana ha riferito nella notte di un'azione della contraerea contro una nuova "aggressione", nel corso della quale sarebbero stati abbattuti dei missili sulla regione di Homs, nel centro del Paese, vicino ad una base militare siriana. Poco dopo, tuttavia, fonti militari siriane hanno smentito che si sia trattato di un attacco. La difesa aerea, riferiscono le fonti, sarebbe sì stata attivata, ma si sarebbe trattato di un falso allarme. Media vicini agli Hezbollah hanno riferito di altri missili intercettati vicino a Damasco e ad Aleppo, ma le informazioni non hanno trovato riscontri. ''Non c'è alcuna attività militare americana'' in Siria, ha precisato il Pentagono.

Gli ispettori dell'Opac raggiungeranno Duma, teatro del presunto attacco chimico attribuito alle forze del regime siriano, mercoledì. Lo annuncia il ministero della Difesa russo, secondo quanto riferisce l'agenzia Tass.

"Le Nazioni Unite hanno dato agli ispettori dell'Opac tutte le necessarie autorizzaioni": cosi' il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, ha replicato alla versione di Mosca secondo cui gli ispettori non sono ancora entrati a Duma perche' manca il via libera alla loro missione da parte del dipartimento della sicurezza del segretariato dell'Onu. "Stiamo supportando il team di ispettori il massimo possibile", ha aggiunto il portavoce.

E' bufera su Siria e Russia dopo le rivelazioni del capo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, il quale ha confermato che il lavoro di ispezione a Duma non è potuto cominciare, perché Russia e Siria ritengono non ci siano le "condizioni di sicurezza".

"Armi chimiche sono state usate contro uomini, donne e bambini a Duma. Le notizie sul fatto che gli ispettori dell'Opac hanno bisogno di un pass speciale dell'Onu sono completamente false. La Siria e la Russia devono fermare la campagna di disinformazione e consentire l'accesso senza restrizioni alle aree dell'attacco", afferma la portavoce del Dipartimento di Stato Heather Nauert.

Secondo l'ambasciatore americano Kenneth Ward russi potrebbe aver visitato l'area dell'attacco a Duma e averla alterata con l'intento di fermare gli sforzi degli investigatori dell'Opac di condurre un'indagine efficace.

Anche Theresa May accusa la Siria, "sostenuta dai russi", di cercare di "nascondere" le prove dell'attacco chimico a Duma, in un rapporto alla Camera dei Comuni volto a giustificare i raid. Attacco rispetto al quale la premier britannica ha insistito di considerare "altamente probabile" la responsabilità del regime siriano sulla base di "una significativa mole di informazioni, provenienti da fonti aperte e d'intelligence". May ha inoltre accusato la Russia di aver bloccato la via diplomatica con i suoi veti all'Onu.

"Trump vuole ancora vedere Putin. Pensa che sia meglio per il mondo se loro hanno una buona relazione, ma questo dipenderà dalla azioni della Russia": lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, sottolineando che "noi siamo stati molto chiari, nelle nostre azioni, su cosa ci aspettiamo. E speriamo che cambieranno il loro comportamento".

"Dobbiamo agire con maggiore determinazione per perseguire la pace e la stabilità nell'area mediorientale e mediterranea, attraverso il dialogo e la diplomazia, con un pieno coinvolgimento delle Nazioni Unite. Per questo, è indispensabile una forte unità europea. Andare in ordine sparso sarebbe un grave errore", ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani aprendo la sessione plenaria a Strasburgo con un discorso sulla Siria.

Una fonte militare israeliana ha ammesso, in una dichiarazione al New York Times, l'attacco alla base T4 di Tayfur in Siria da cui era partito un drone armato contro lo Stato ebraico. "E' stata la prima volta che abbiamo attaccato obiettivi iraniani dal vivo, sia edifici sia persone", ha spiegato la fonte al giornalista Thomas Friedman. Poi, riferendosi al drone partito da quella base, ha aggiunto: "Questa è la prima volta che abbiamo visto l'Iran, e non chi agisce per conto suo, fare qualcosa contro Israele. E ciò ha aperto un nuovo periodo".

E si aprono le prime crepe nell'alleanza fra il presidente statunitense Trump ed il capo dello Stato francese Macron, dopo una lunga intervista di quest'ultimo in Tv alla quale ha replicato - smentendone alcune affermazioni - l'inquilino della Casa Bianca. Torna invece ad esplodere il caso Comey, dopo che l'ex direttore dell'Fbi licenziato da Trump nel 2017 ha rilasciato una lunga intervista alla Abc definendo il presidente "moralmente inadeguato" a ricoprire la propria carica e "pericoloso e ricattabile", rilanciando le accuse di ostruzione alla giustizia.

"L'operazione è riuscita sul piano militare, i missili hanno raggiunto gli obiettivi, è stata distrutta la loro capacità di produrre armi chimiche. E da parte loro non c'è stata nessuna vittima": queste le prime parole del presidente francese, Emmanuel Macron, nell'intervista di circa 2 ore in diretta tv, cominciata sul tema dei raid in Siria. "La decisione di intervenire è stata presa domenica scorsa - ha aggiunto Macron -, 48 ore dopo le prime identificazioni dell'uso di armi chimiche nella Ghuta orientale".

"Abbiamo colpito 3 siti di produzione e trattamento di armi chimiche, identificati da mesi, sono stati colpiti: un sito è stato colpito da noi con gli americani e i britannici, il secondo soltanto dagli americani, il terzo solo dai francesi". "Siamo intervenuti in modo legittimo nel quadro multilaterale".

Poco dopo la portavoce della Casa Bianca ha precisato che "il presidente Trump è stato chiaro affermando che vuole un ritorno a casa delle forze americane in Siria", e si aspetta che i partner regionali e gli alleati degli Stati Uniti "si assumano una maggiore responsabilità sia militare che finanziaria, per mettere in sicurezza la regione".

Nelle stesse ore è tornato a parlare l'ex numero uno dell'Fbi, James Comey, per la prima volta in tv da quando e' stato licenziato dal tycoon, nel maggio del 2017.Donald Trump è "moralmente inadeguato per fare il presidente degli Stati Uniti" e costituisce "un pericolo" per il Paese perchè non ne incarna i valori fondanti e perchè è ricattabile da parte della Russia, ha dichiarato Comey in una attesissima intervista alla Abc rilasciata per promuovere il suo libro di memorie.

Comey ha sferrato uno degli attacchi più duri che si ricordino verso un presidente in carica. Con un affondo anche sul fronte delle indagini condotte dal procuratore speciale Robert Mueller, quando ha parlato di ostruzione della giustizia da parte di Trump: "Certamente c'è qualche prova", ha affermato. E alla domanda se il riferimento sia a quando il tycoon chiese di porre fine alle indagini sull'ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael Flynn, Comey ha risposto: "Può darsi".

"E' un momento pericoloso", ha sostenuto senza mezzi termini, tornando a paragonare Donald Trump a "una foresta in fiamme", oltre che a un boss della mafia: "Può fare enormi danni, può fare danni ai valori fondanti del nostro Paese come la verità". "E non può essere presidente degli Stati Uniti qualcuno che non riflette i nostri valori, quelli in cui credono repubblicani e democratici". Ha poi rincarato la dose definendo Trump "un bugiardo seriale" e uno che tratta le donne "come carne", e sostenendo che sia possibile che Mosca abbia in mano materiale che scotta per ricattare il presidente americano.

Il Labour diffonde un rapporto, 'attacco illegale' - L'attacco di Usa, Francia e Regno Unito sulla Siria è stato "illegale" sul piano del diritto internazionale. E' quanto si afferma in un rapporto, motivato in quattro punti, diffuso dal vice leader dell'opposizione laburista britannica Tom Watson e redatto dal professor Dapo Akande, titolare della cattedra di Diritto Pubblico Internazionale a Oxford, in risposta a un altro rapporto: quello realizzato due giorni fa per conto del governo conservatore di Theresa May che aveva invece giustificato la supposta legittimità dei raid.

Bashar al Assad è convinto che i missili occidentali contro la Siria non avranno altro effetto che "unire il Paese" sotto la sua leadership. Il presidente siriano se n'è detto convinto ricevendo oggi a Damasco una delegazione di politici russi. La presidenza siriana ha postato sul suo profilo Twitter una foto dell'incontro. A riferire le parole del rais è stato il parlamentare russo Dmitry Sablin. I russi hanno descritto Assad come assolutamente "positivo e di buon umore".

L'amministrazione Trump è pronta a colpire Mosca con nuove sanzioni. Lo ha detto l''ambasciatrice Usa all'Onu, Nikki Haley, annunciando misure che potrebbero essere varate già domani. Intervistata da Fox Haley, che accusa la Russia di alimentare le tensioni con gli Usa e di non fare nulla per evitare che il regime di Assad usi armi chimiche, ha ricordato le sanzioni già varate e "continuerà a farlo, come vedrete lunedì", ha aggiunto.

La Gran Bretagna "deve prendere ogni precauzione possibile" contro un'eventuale ritorsione della Russia dopo i raid in Siria, ha detto il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson in un'intervista alla Bbc.
Parlando ad un talk-show in onda sulla Bbc il ministro degli Esteri britannico ha spiegato che "se consideriamo ciò che la Russia ha fatto, non solo in questo paese a Salisbury, ma in generale contro televisioni, contro infrastrutture strategiche, contro processi democratici, è evidente che bisogna prendere ogni precauzione possibile". Il Regno Unito ha partecipato ai raid in Siria al fianco di Stati Uniti e Francia.

"Sono profondamente turbato dall'attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un'azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo. Mentre prego per la pace, e invito tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace". Lo ha detto il Papa al Regina Coeli.

Dopo il raid in Siria, Donald Trump telefona agli alleati Macron e May. Li ringrazia per il sostegno nell'attacco ai presunti arsenali di armi chimiche di Assad, poi la Casa Bianca fa sapere che i tre hanno convenuto sul fatto che i bombardamenti "hanno avuto successo" ed erano necessari per indebolire il programma di armi chimiche di Damasco, e hanno ribadito come la priorità in Siria sia quella di sconfiggere definitivamente l'Isis. La Russia incassa la bocciatura della sua richiesta di condanna dell'attacco da parte dell'Onu e l'intelligence Usa sembra escludere possibili rappresaglie. Ma le tensioni restano. In Siria sono arrivati gli ispettori dell'Opac per vigilare sul rispetto dei trattati. Gentiloni invoca soluzioni diplomatiche, conferma la linea italiana contraria a ogni intervento militare e auspica che non si inneschi una escalation. E ci sarebbero almeno 20 vittime nell'attacco aereo sferrato ieri sera contro una importante base iraniana a sud di Aleppo, in Siria. A riferirlo l'agenzia russa Tass, che cita media turchi. L'esplosione ha colpito un campo di addestramento iraniano. Aerei sono stati visti sorvolare la zona, ma "la loro identità è sconosciuta".
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