YEMEN: ALLARME TERRORISMO METTE IN FUGA STRANIERI E L'ECONOMIA VA IN CRISI

di SHIRO

A SANA'A, TRA NEGOZI DESERTI E DISOCCUPATI IN AUMENTO

Negozi semi-deserti, tavoli dei ristoranti sempre liberi, nessuno che chieda i servizi di guide turistiche o insegnanti di arabo. A Sana'a e' la piccola economia, quella dei bottegai, dei ristoratori e dei maestri di lingua, la prima vittima del caos interno, che ha raggiunto il suo picco quando il giovane nigeriano Umar Farouk Abdulmuttallab, ex studente di arabo nella capitale yemenita, ha cercato di farsi esplodere su un volo Amsterdam-Detroit il giorno di Natale. Lo storico chiosco delle spremute di frutta su Piazza della Liberazione, in genere affollato di studenti stranieri, non vede un cliente da giorni, cosi' come i negozi di generi alimentari nei pressi degli istituti di lingua.
"Portavo sempre gli studenti al ristorante Dubai, vicino al Center for Arabic Language and Eastern Studies (Cales), dove lavoravo, ma ora non ci va piu' nessuno", racconta ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL Abdul Razzaq Muhammad Rizq, 22enne che lavorava al Cales come guida per gli studenti stranieri. Ma dopo la cancellazione di molte iscrizioni, anche l'istituto e' entrato in crisi e lo ha licenziato.
"Mi piaceva il modo in cui la gente mi guardava quando andavo in giro con gli stranieri, mi sentivo importante - racconta - Ora invece vado in giro da solo, passo le giornate a cercare un lavoro, ma alla fine mi ritrovo puntualmente con i miei amici a masticare Qat e non fare nulla".
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